Tommaso –

Colosseo d’argento per “Tommaso” il breve film sull’eutanasia ideato dal venticinquenne Stefano Muroni, sceneggiato da Carla Gravina e diretto da Vincenzo Mascolo. In gara a “Romafilmcorto”, “Tommaso” si è aggiudicato due premi su tre, uno dei quali è andato a Monica Guerritore come miglior interprete femminile. Coraggioso, impegnato e coinvolgente “Tommaso” rientra nella letteratura cinematografica attenta all’impegno sociale e ai temi d’attualità intorno ai quali le riflessioni sono molte e contrapposte.

L’eutanasia è argomento scabroso, divide i politici e, soprattutto, i laici dai credenti. Tuttavia le opposte opinioni non esonerano i due fronti dall’insorgere dei dubbi suscitati dal percorso doloroso di una fine vita stravolta, anche nella dignità, dalle conseguenze della malattia. In un Paese profondamente cattolico, meta mondiale del pellegrinaggio religioso, il giovane seminarista Tommaso, interpretato da Stefano Muroni, si misura con il dramma di una famiglia immersa nel dolore per le tribolazioni di un magnifico Giulio Brogi, i cui giorni sono ormai contati. E’ inevitabile che Tommaso resti sconvolto intimamente da un incontro prolungato durante il quale la morale cattolica vacilla di fronte alla più dura delle realtà: l’avanzare della morte. “Anche se non ho avuto la menzione come miglior interprete maschile, la soddisfazione è stata grandissima – dice Muroni – Rientrare tra i candidati di una manifestazioni tra le più apprezzate dai critici è stato già di per sé un grande riconoscimento”. E’ un ottimo inizio per un corto che lo stesso presidente della giuria, l’attore Paolo Bonacelli ha definito un mini-film. “Tommaso” è una breve storia messa a punto dalla sceneggiatrice Carla Gravina, che ha saputo dare un ritmo intenso e serrato alla vicenda. Risultato: il coinvolgimento del pubblico in un racconto per immagini su un tema che, ricorda Muroni, “solo Marco Bellocchio ha trattato nella ‘Bella addormentata’. Eppure – conclude – la nostra generazione dovrebbe portare sul grande schermo proprio problemi come questo, che raccontano l’attualità e la considerano uno spunto per affrontare i nostri giorni. E’ il solo modo per lasciare un segno del nostro passaggio di cui la nostra generazione deve essere protagonista”


Top