Festival internazionale del film di Roma –

Conto alla rovescia per il Festival internazionale del film di Roma in programma dal 16 al 25 ottobre all’Auditorium Parco della Musica. Il prestigioso contenitore cinematografico, ricco di titoli e ospiti, è ben attento alle nuove tendenze italiane a cui dedica la sezione “Prospettive Italia”. Partecipano alla nona edizione della manifestazione tre film e cinque documentari, che saranno proiettati in anteprima mondiale. Opere prime e documenti saldamente agganciati all’attualità come nel caso di “Fino a qui tutto bene” di Roan Johnson.

Il regista racconta una storia dei nostri tempi fatta di timori e scelte con cui la maggior parte degli studenti universitari devono cimentarsi una volta terminati gli studi. Il regista si concentra sull’ultima serata passata insieme da cinque ragazzi abituati a condividere la casa che li ha visti innamorati, tristi, impegnati negli esami, allegramente presi nel vortice di feste di laurea e di nottate passate a chiacchierare. Ma è tempo di dividersi, di prendere strade diverse, di perdersi di vista, di chiudere un periodo della vita e cominciarne un altro a Pisa, la città dove abitano, o all’estero. E’ un film di fantascienza “Index Zero” di Lorenzo Sportiello, produzione italiana al 100 per cento, girata in Bulgaria da dove Kurt e Eve, in attesa della nascita del loro bambino, decidono di fuggire per attraversare clandestinamente il confine e cercare un futuro negli Stati Uniti d’Europa. Il terzo film, “Last Summer” di Leonardo Guerra Seragnoli narra le ultime ore di vacanza di una mamma e un bimbo travolti dalle conseguenze di un burrascoso divorzio. In pochi giorni madre e figlio scoprono un profondo e inaspettato legame prima di dividersi come pretende la famiglia del padre del bambino. Tre film e cinque documentari la cui partecipazione conferma una tendenza stilistica che va ritagliandosi spazi sempre maggiori. Taglio giornalistico per “Meno male è Lunedì”, ultimo film di Filippo Vendemmiati, già vincitore del David di Donatello e del premio Vittorio De Seta al Bari Bifest. La pellicola è stata prodotta da Tomato Doc&Film ed è girato nel carcere della Dozza di Bologna. Tra le proposte del festival anche “Largo Baracche” di Gaetano Di Vaio, che con la telecamera riprende la vita di sette ragazzi dei quartieri spagnoli di Napoli uniti da difficoltà, disillusioni e pregiudizi, ma anche dalla voglia di contrastare la malavita, una realtà opprimente per l’intera città e l’Italia tutta. Nelle parole dei giovani protagonisti vibra il desiderio di riscatto e la voglia di credere nel futuro e nei sogni. Tra i documentari selezionati ci sono anche “Due volte Delta” di Elisabetta Sgarbi, “Looking for Kadija” di Francesco Raganato e “Roma Termini” di Bartolomeo Pampolini.


Top