12° Edizione – 2009

LA DODICESIMA EDIZIONE
Roma, Sala Federico Fellini – Roma Eventi, 23 Ottobre 2009

L’edizione 2009 del Premio Internazionale Chioma di Berenice è ospitata dal Festival Internazionale del Film di Roma, nella sezione ‘Risonanze del Festival’, che racchiude una serie di eventi culturali ad impreziosire il programma della kermesse dedicata al Cinema.

Per il terzo anno consecutivo Leo Gullotta presiede la Giuria, chiamata a selezionare le candidature e ad esprimere i vincitori, con il contributo dell’A.S.C. (Associazione italiana Scenografi, Costumisti e Arredatori) e dell’A.N.T. E PA. C. (Associazione Nazionale Truccatori e Parrucchieri del Cineaudiovisivo). Riproponendo i criteri di selezione in vigore dal 2007, per l’edizione 2009 la Giuria del Premio Internazionale Cinearti “La Chioma di Berenice” assegna undici riconoscimenti annuali, distinti nelle categorie di riferimento: Cinema, Fiction e Teatro, alle quali si aggiungono quattro premi alla Carriera e due premi speciali assegnati ad aziende e professionisti che si sono distinti particolarmente nel proprio ambito lavorativo.

Nella sezione Cinema il film “Vincere” di M. Bellocchio si aggiudica quattro statuette: per le Acconciature di Alberta Giuliani; per il Trucco di Franco Corridoni (Premio Chioma di Berenice alla Carriera nel 2000); per i Costumi di Sergio Ballo (Premio Chioma di Berenice 2007 per “La stella dei re” di F. Jephcott); per l’Arredamento di Laura Casalini. La Giuria assegna un premio per la miglior Acconciatura, anche ad Aldina Governatori per “Galantuomini” di E. Winspear (ex aequo con Alberta Giuliani), ed il premio per la migliore Scenografia a Davide Bassan, per il lavoro realizzato sul set di “Tutta la vita davanti” di P. Virzì.

Per la categoria Fiction televisiva i riconoscimenti vanno a Stefano Ceccarelli (Premio Chioma di Berenice 2007 per “Nuovomondo” di E. Crialese) per le Acconciature di “David Copperfield” di A. Lo Giudice, ed, ex aequo, a Desireè Corridoni (Premio Chioma di Berenice 2007 per “Marie Antoinette” di S. Coppola) per “Coco Chanel” di C. Duguay, fiction premiata anche per il Trucco di Giancarlo Del Brocco (Premio Chioma di Berenice 2008 per “Go go tales” di A. Ferrara). A Simonetta Leoncini il premio per i Costumi de “Lo smemorato di Collegno” di M. Zaccaro e a Luca Gobbi quello per la Scenografia de “Il bene e il male” di D. Acocella e G . Serafini.

Superata la distinzione tra Teatro Lirico e Teatro di Prosa, prevista nelle due precedenti edizioni, la Giuria assegna due distinti riconoscimenti per il Teatro, che vanno a Domenico Franchi, per i Costumi dell’Opera “Il carro e i canti” di A. Solbiati, diretta da I. Garcia al Teatro Verdi di Trieste, e a Maurizio Balò per la Scenografia di “Porcile” di P. P. Pasolini, con la Regia di M. Castri.

Accanto ai premi tradizionalmente assegnati agli artisti artigiani del Cinema e dello Spettacolo, la Chioma di Berenice tributa uno speciale riconoscimento alla Carriera, ad alcuni personaggi che hanno scritto la storia del Cinema italiano ed Internazionale.

Nell’edizione 2009 il premio alla Carriera per la Regia va a Mario Monicelli. Le sue opere hanno raccontato il nostro paese, hanno messo a nudo le debolezze e le miserie degli italiani con i toni sarcastici e beffardi della commedia, attraverso capolavori come “I soliti ignoti” (1958), “La grande guerra” (1959), “I compagni” (1963), “L’armata Brancaleone” (1966), “Romanzo Popolare” (1974), “Amici miei” (1975), “Il marchese del Grillo” (1981), “Le due vite di Mattia Pascal” (1985), “Speriamo che sia femmina” (1986), “I Picari” (1988), “Cari fottutissimi amici” (1994), “Le rose del deserto” (2006). Quando ha scelto il registro malinconico del dramma intimista gli esiti sono stati altrettanto eccellenti: “Caro Michele” (1976), “Un borghese piccolo piccolo” (1977).

È una delle eccellenze italiane nel mondo, il premio alla Carriera 2009 Vittorio Storaro, direttore della fotografia tre volte premio Oscar, per “Apocalypse now” (1979) di F. F. Coppola, per “Reds” (1981) di W. Beatty e per “L’ultimo imperatore” (1987) di B. Bertolucci. Tra i suoi film: “Tucker, l’uomo e il suo sogno” (1988) di F. F. Coppola, “Dick Tracy” (1990) di W. Beatty, “Dune” (2000) di J. Harrison, “Caravaggio” (2007) di A. Longoni e “Io, don Giovanni” (2009) di C. Saura. Nella fotografia, come scrittura della luce, ha rinvenuto il massimo strumento espressivo, per affidare allo schermo le emozioni, i sentimenti.

Il terzo premio alla Carriera va a Lisa Gastoni, attrice di rara bellezza, che ha portato sullo schermo l’inquietudine della modernità, impersonando donne tormentate, complesse come in “Svegliati e uccidi” (1966) di C. Lizzani, per cui vince il primo Nastro d’Argento, seguito da altri due riconoscimenti per “Grazie, zia” (1968) di S. Samperi e “Amore amaro” (1975) di F. Vancini. Dopo una lunga assenza è tornata al Cinema diretta da Ferzan Ozpetek in “Cuore sacro” (2005) e da Simona Izzo in “Tutte le donne della mia vita” (2007), e da Pasquale Pozzessere in “Cocapop” (2009).

Arredatore, Scenografo, lavora nel Cinema dal 1967, collaborando con registi come L. Cavani (“Interno berlinese”, 1985), M. Monicelli (“Camera d’albergo”, 1981), D. Risi (“Anima persa”, 1977), R. Rossellini (“Agostino d’Ippona”, 1972), E. Scola (“C’eravamo tanto amati”, 1974, “Una giornata particolare”, 1977, “La terrazza”, 1980, “La famiglia”, 1987, “Concorrenza sleale”, 2001), P. Virzì (“N – Io e Napoleone”, 2006) è il Premio alla Carriera 2009 Ezio di Monte.

Due, infine, i premi speciali assegnati dalla Giuria. Ad Alessandro Gassman, in veste di direttore artistico del Teatro Stabile d’Abruzzo (TSA), e all’attrezzeria Rancati. Fondato nel 1963, il TSA è tra le più importanti Istituzioni del territorio, alimento di un tessuto culturale vivace, che si inserisce a pieno titolo nel panorama europeo, dando nuovo impulso alla drammaturgia contemporanea come alla rilettura dei classici.

L’attrezzeria Rancati, fondata nel 1864, è il laboratorio in cui, dalla passione di sapienti artigiani nascono gli oggetti che vanno ad impreziosire le scene, con la precisione della ricostruzione storica: gli elmi di “Ben-Hur”, i libri de “Il nome della rosa”, le valige di “C’era una volta in America” o i candelabri di “Troy” provengono da qui.

La Giuria del Premio ha infine assegnato una menzione speciale al video realizzato per la campagna sulla prevenzione dell’AIDS “Hi Video 2009”, conferendo un riconoscimento speciale al regista dello spot Giorgio Pasotti e alla madrina dell’iniziativa Martina Stella.

Premi alla carriera: Ezio di Monte (arredatore)


I premiati di questa edizione

Premi alla Carriera

  • Lisa Gastoni (attrice)
  • Mario Monicelli (regista)
  • Vittorio Storaro (direttore della fotografia)
  • Ezio di Monte (arredatore)

Premi Cinema

  • Migliori acconciature cinematografiche Alberta Giuliani (per Vincere di Marco Bellocchio) ex aequo Aldina Governatori (per Galantuomini di Edoardo Winspeare) ex aequo
  • Miglior trucco cinematografico Franco Corridoni (per Vincere di Marco Bellocchio)
  • Migliori costumi cinematografici Sergio Ballo (per Vincere di Marco Bellocchio)
  • Miglior scenografia cinematografica Davide Bassan (per Tutta la vita davanti di Paolo Virzì)
  • Miglior arredamento cinematografico Laura Casalini (per Vincere di Marco Bellocchio)

Premi Fiction

  • Migliori acconciature per la fiction Stefano Ceccarelli (per David Copperfield di Ambrogio Lo Giudice) Desireé Corridoni (per Coco Chanel di Christian Doguay)
  • Miglior trucco per la fiction Giancarlo Del Brocco (per Coco Chanel di Christian Doguay)
  • Migliori costumi per la fiction Simonetta Leoncini (per Lo smemorato di Collegno di Maurizio Zaccaro)
  • Miglior scenografia per la fiction Luca Gobbi (per Il bene e il male di Dario Acocella e Giorgio Serafini)

Premi Teatro

  • Migliore scenografia per il teatro Maurizio Balò (per Porcile di Pier Paolo Pasolini, regia di M. Castri)
  • Migliori costumi per il teatro Domenico Franchi (per Il carro e i canti di A. Solbiati, regia di I. Garcia presso il Teatro Verdi di Trieste)

Premi Speciali

  • Alessandro Gassman (attore)
  • Rancati Arredamenti (arredi cineteatrali)
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